La storia di un bambino

Un giorno un bambino, sotto braccio a sua mamma, camminando per la strada, vede qualcosa che non aveva mai visto. E’ un qualcosa che cammina a quattro zampe e mette la sua parte anteriore in avanti con una punta nera da cui vede aspirare aria, come se fosse il suo naso. Incuriosito, si rivolge alla mamma e gli chiede: “Che cos’è quello?”. E la mamma risponde: “E’ un cane”. E dopo averlo saputo vede che un pezzo della sua parte posteriore si alza a punta e si mette a muoversi a destra e a sinistra dopo che il punto nero si blocca su una chiazza di liquido sulla strada. Allora il bambino chiede alla mamma: “Che cos’è quella cosa che si muove dietro il cane?”. E la mamma risponde: “Si chiama coda”. “E come mai si muove?” chiede il bambino. “Perchè è felice”. “E se non si muove cosa vuol dire?” Chiede ancora il bambino. “Vuol dire che non è felice” risponde la mamma.

Da "I capi" di M.V.Llosa

Javier anticipò di un attimo. “Campanello!” gridò, già in piedi. La tensione si spezzò, violentemente, come un’esplosione. Eravamo tutti alzati: il dottor Abàsalo aveva la bocca aperta. Si imporporava, serrando i pugni. Mentre, riprendendosi, sollevava una mano e sembrava sul punto di di lanciare un sermone, il campanello suonò davvero. Uscimmo di corsa con strepito, eccitati, aizzati dal gracchiare di corvo di Amaya, che avanzava scompigliando i banchi.