Da “Cuore” di E. De Amicis

17, lunedi Il primo giorno di scuola
Oggi primo giorno di scuola. Passarono come un sogno quei tre mesi di vacanza in campagna! Mia madre mi condusse questa mattina alla sezione Baretti a farmi iscrivere per la terza elementare: io pensavo alla campagna, e andavo di mala voglia. Tutte le strade brulicavano di ragazzi; le due botteghe di libraio erano affollate di padri e di madri che compravano zaini, cartelle e quaderni, e davanti alla scuola si accalcava tanta gente che il bidello e la guardia civica duravan fatica a tenere sgombra la porta.

"Gente pallida" da "Circolo chiuso" di J. Coe

Gente pallida stava riempiendo le strade di Londra l’ultima notte del Ventesimo secolo. Una massa compatta che premeva e sgomitava avanzando verso il Tamigi, per amminare il nuovo London Eye e assistere allo strabiliante spettacolo dei fuochi d’artificio – il cosiddetto “Fiume di fuoco” – che le autorità avevano loro promesso. Sembrava pericolosa, tutta quella gente ammassata sul Whitehall e l’Embankment. I profeti di sciagure annunciavano da settimane che ci sarebbero state vittime, che era inevitabile, che un raduno di folla così massiccio sarebbe sfociato in una tragedia umana. Erano gli stessi che da tempo andavano profetizzando il collasso del sistema informatico alla scoccare della mezzanotte del 2000.

"Il Pianista" di W. Szpilman

Ho iniziato la mia carriera di pianista durante la guerra, al Cafè Nowoczesna, che si trovava in via nowolipki, proprio nel cuore del ghetto di Varsavia. Quando nel novembre del 1940 i cancelli del ghetto vennero chiusi, la mia famiglia ormai da molto tempo aveva venduto tutto quello che si poteva vendere, persino quello che noi consideravamo il nostro bene più prezioso: il pianoforte. La vita, alla quale quei tempi avevano tolto ogni valore, mi costrinse tuttavia a vincere la mia apatia e a cercare un modo per guadagnarmi da vivere. Grazie al cielo ne trovai uno. Il lavoro mi lasciava poco tempo per rimuginare e la consapevolezza che tutta la mia famiglia dipendeva da ciò che io riuscivo a raccimolare per sopravvivere, mi aiutò gradatamente a superare il mio stato di disperazione e di scoramento.

Estratto da "Vergogna" di J.M. Coetzee

Per un uomo della sua età, cinquantadue anni, divorziato, gli sembra di avere risolto il problema del sesso piuttosto bene. Il giovedi pomeriggio va in macchina a Green Point. Alle due in punto preme il campanello all’ingresso di Windsor Mansions, dice il suo nome ed entra. Sulla porta del n. 113 lo aspetta Soraya. David attraversa la camera, che profuma di buono e ha una luce soffusa, e si spoglia. Soraya esce dal bagno, lascia cadere l’accappatoio e s’infila nel letto accanto a lui. – Ti sono mancata? – gli domanda.  – Mi manchi sempre, – risponde David. Le accarezza la pelle color del miele, senza i segni del sole; la fa distendere, le bacia il seno; fanno all’amore.

Estratto da "Per l’alto mare aperto" di E. Scalfari

Avevo viaggiato un bel po’ prima di trovarlo. A Parigi, per vari indirizzi perchè non era persona da star fermo in un posto troppo a lungo. Ero anche andato nella sua casa natale, a Langres, ma li non c’era nulla che parlasse veramente di lui. Provai anche nella magione (non saprei chiamarla diversamente) del barone d’Holbach, che l’aveva ospitato più volte insieme agli amici che gli erano più cari e con i quali s’intrecciavano discussioni che duravano giorni (e notti) innaffiati di buon vino della Loira e di buon companatico.