Il salotto del cagotto

C’era una volta un ragazzo che soffriva di intestino. Un giorno venne invitato a casa dei genitori della sua ragazza per fare conoscenza con loro.
Prima di partire da casa si assicurò di non dover andare in bagno a casa dei genitori di lei, per non fare brutta figura.
Quando stava per arrivare a casa di lei, dall’altra parte della città rispetto a casa sua, gli venne un contorcimento di budella come se dovesse andare in bagno.
”Andrò a casa di lei in bagno, se proprio devo andarci…” si disse lui.
Dopo aver fatto le presentazioni di rito e accomodatisi in salotto, i dolori di pancia di lui aumentarono. Tanto da chiedere di andare in bagno. Ma la sua ragazza disse ai genitori che l’idraulico era ancora in bagno a cercare di sistemare lo scarico fognario. Perché dal water non scaricava nulla.
Lui divenne rosso in viso dallo sforzo di trattenersi.
Dopo qualche minuto in cui lui cercava di fare conversazione senza dimostrare quell’immane sforzo di resistenza intestinale, l’idraulico venne fuori dicendo che per tutto il giorno il water sarebbe rimasto bloccato.
La capacità di resistenza di lui venne meno.
E se la fece nelle mutande strabordando sui pantaloni.
I genitori di lei iniziarono a sentire una certa puzza nell’aria, ma diedero colpa all’idraulico, senza pensare al ragazzo sul divano.
Il fatto di avere un divano in pelle evitò che la cacca di lui facesse la chiazza.
Ma dato che oramai la frittata era fatta, decise di inventarsi un impegno e di dover scappare.
I genitori di lei non si resero conto di nulla…
Dopo pochi mesi lui e lei si misero insieme definitivamente e poi si sposarono ed ebbero due bei gemelli.
Tutti e due con problemi intestinali.
Nella loro casa fecero istallare oltre al water classico un water chimico.

Il prato dei papaveri

C’era una volta una donna che possedeva un campo di papaveri bianchi.
Un giorno una guerra devastò il suo campo con sangue dovunque.
Dopo tanti mesi di lavoro il campo ritornò fiorente. Ma i papaveri si erano irreparabilmente tinti di rosso per il sangue.

La cucina del diavolo

C’era una volta una donna che non sapeva cucinare.
Decise di stringere un patto col diavolo per imparare l’arte culinaria.
La sua piccola cucina deformò lo spazio-tempo e divenne una stanza intera di decine e decine di metri quadri. Tutta corredata da utensili di ogni tipo e di ogni provenienza cultural-culinaria.
Al centro della stanza troneggiava un piano di lavoro con dei fuochi di provenienza addirittura infernale. (al diavolo come a tutti non fa male l’economia…)
Naturalmente la donna aveva un regolare contratto con il diavolo, che la vincolava a cucinare tutta la vita terrena per se stessa. Ma dopo morta avrebbe dovuto cucinare per tutto l’inferno.
Della donna, oramai anziana, non se ne seppe più nulla dopo il crollo della palazzina dove abitava.

Il Garage vorace

C’era una volta un uomo che aveva un pezzo di terra.
Dopo aver preso tutti i permessi del comune per poter costruire su quel terreno, con delle lamiere costruì un garage per la sua auto d’epoca.
Dopo averla accompagnata dentro, chiuse in garage e la lasciò li dentro.
Dopo cinque minuti, ricordatosi di aver messo le chiavi di casa nella macchina, rientrò dentro il garage ma la macchina era sparita.

Una camera da letto… stanca

C’era una volta una donna che dormiva nella sua camera da letto.
Siccome la donna non faceva mai prendere aria all’ambiente, la camera per ripicca chiuse la porta a chiave e non permise più alla donna di entrare.
Quando la donna rientrò con l’ausilio del fabbro, dovette per forza far arieggiare la camera essendo passati diversi giorni della sua assenza nella stanza.