La Ragazza sola

C’era una volta una ragazza che credeva nella vita. Ci credeva talmente tanto da vivere ogni attimo pienamente, senza considerare altro.
Si ritrovò piena di debiti e senza nessuno al mondo.

La cultura traditrice

C’era una volta un uomo che vendeva le mele al mercato. Ne aveva di tutti i tipi e di tutte le forme.
Un giorno fece una scelta: avrebbe venduto anche le pere. E si fece una cultura su come nasce cresce e viene colta una pera. Aggiunse a tutta la sua cultura sulle mele anche quella sulle pere.
Passarono i mesi e le vendite della sua frutta crebbero. Per esigenze di vendita dovette abbandonare il banchetto al mercato e trasferirsi in un negozio fisso. E anche li le vendite crebbero.
Dopo tanti anni di quella attività e dopo aver imparato tutto anche sulle pesche e sul resto della frutta si rese conto di aver buttato il suo tempo ad imparare qualcosa che nella sua vita futura di pensionato non sarebbe stata importante. Non aveva mai fatto una vacanza in vita sua. Non si era mai sposato e non aveva mai presenziato ai funerali dei suoi genitori, di cui si occupò suo fratello. Suo fratello era morto e non aveva mai visto nulla della sua vita di babbo e nonno e di marito.
La sua vita finì da solo in un ospizio.
Con tutta la cultura sulla frutta che esiste nel mondo.

Un cambio di vita

C’era una volta un cane che se andava a zonzo per il paese. Non aveva ne collare ne guinzaglio che gli dessero una appartenenza.
Non appena un giorno passò davanti al macellaio per scroccare una salsiccia o un pezzo di carne, un uomo con un guinzaglio retrattile lo accalappiò e lo portò nel canile della provincia.
Passarono i giorni e uno dopo l’altro i cani e i gatti vicini di gabbia finivano sempre più in direzione della stanza da cui non uscivano, ma entravano soltanto.
Salutato l’ultimo cane davanti a lui, rimase tutto il giorno in piedi, senza abbaiare a nessuno e a nessun cane o gatto.
La mattina dopo un bambino con suo padre vennero al canile, lo videro e lo portarono via. Lo accompagnarono a farsi bello in una toeletta per cani e lo portarono a casa loro, dove trovò altri due bambini e una donna a cui dare tutto il suo amore sconfinato. E lo diede senza remore o limitazioni. Visse i suoi ultimi dieci anni di vita accanto a quella famiglia senza mai un giorno dare segno di cattiveria o di pazzia.
Fu il cane più coccolato del mondo, oltre che un fedele guardiano della sua famiglia.